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I parassiti dell'estate italiana

Cinque parassiti ematofagi, un calendario, le regole per il giardino e cosa fare dopo una puntura. Informazioni generali, non un consiglio medico.

Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2026

Perché li chiamiamo parassiti

Un parassita è un organismo che vive a spese di un altro, l'ospite. Zanzare, pappataci, tafani e zecche si nutrono del nostro sangue per potersi riprodurre: i biologi li chiamano ectoparassiti, parassiti esterni. In quasi tutte le specie punge solo la femmina, che dal sangue ricava le proteine per le uova.

Tutti usano lo stesso metodo in tre tempi: da lontano sentono l'anidride carbonica del respiro, da vicino l'odore della pelle, all'ultimo il calore. Per questo le candele sul tavolo servono a poco: il parassita non cerca la terrazza, cerca te.

La zanzara comune

Culex pipiens è il parassita delle notti d'estate. Depone le uova sull'acqua ferma: sottovasi, tombini, grondaie intasate, bidoni, teli che raccolgono pioggia. Con il caldo, da uovo ad adulto bastano una o due settimane. È attiva dal tramonto all'alba, entra in casa e punge chi dorme.

In Italia è soprattutto una seccatura, ma in alcune zone, in particolare nella Pianura Padana, può trasmettere il virus West Nile: ogni estate l'Istituto Superiore di Sanità ne pubblica la sorveglianza.

La zanzara tigre

Aedes albopictus, arrivata in Italia negli anni Novanta, oggi è presente in gran parte del Paese. Si riconosce dalle strisce bianche su corpo e zampe. A differenza della zanzara comune punge di giorno, soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio, e vola bassa: caviglie e polpacci sono il suo bersaglio. Le bastano pochi millimetri d'acqua in un sottovaso per riprodursi. Può trasmettere virus come dengue e chikungunya quando vengono introdotti da viaggiatori.

La zecca

La zecca dei boschi (Ixodes ricinus) è un aracnide. Vive nell'erba alta, nel sottobosco e ai margini dei sentieri, soprattutto in collina e montagna e nelle zone umide. Non salta e non cade dagli alberi: aspetta su un filo d'erba e si aggrappa a chi passa. Poi cerca la pelle sottile e si attacca senza dolore.

Può trasmettere la malattia di Lyme e, in alcune aree del Nord-Est, l'encefalite da zecche (TBE), per la quale esiste un vaccino: chiedi al medico se frequenti quelle zone.

Come si toglie

  1. Usa una pinzetta a punte sottili o l'apposito estrattore.
  2. Non applicare alcol, olio, vaselina o calore sulla zecca.
  3. Afferrala il più vicino possibile alla pelle e tira con delicatezza, senza schiacciarla.
  4. Disinfetta, annota data e punto del morso.
  5. Osserva la zona per 30-40 giorni: se compare un alone rosso che si allarga, febbre o dolori, vai dal medico.

Il tafano

Un grosso dittero dagli occhi iridescenti, tipico di pascoli, fiumi e laghi nelle giornate calde e afose. La femmina non punge: incide la pelle e lecca il sangue. Il morso è subito doloroso e può gonfiarsi molto. È attratto dal movimento, dai colori scuri e dalla pelle bagnata: asciugati dopo il bagno e indossa abiti chiari.

Il pappatacio

I flebotomi sono moscerini di due-tre millimetri, chiari e pelosi, attivi dal tramonto nelle zone collinari, rurali e costiere, soprattutto al Centro-Sud e nelle isole. Volano poco e in silenzio e attraversano le zanzariere a maglia larga. Sono i vettori della leishmaniosi, che colpisce soprattutto i cani: per il tuo animale chiedi al veterinario un antiparassitario specifico e non usare mai su di lui prodotti destinati alle persone.

Il calendario dei parassiti

PeriodoCosa succede
Marzo–aprileLe zecche tornano attive. Le prime zanzare escono dai rifugi invernali.
MaggioPrime generazioni di zanzare. È il mese in cui svuotare i sottovasi decide l'estate.
Giugno–agostoPicco di tutti e cinque i parassiti: zanzare comuni la notte, tigre di giorno, tafani nelle ore calde, pappataci la sera.
Settembre–ottobreLa zanzara tigre resta attiva finché fa caldo. Le zecche hanno un secondo picco autunnale.
Novembre–febbraioPausa. È il momento di pulire grondaie e tombini e coprire i bidoni.

Indicazioni di massima: le stagioni cambiano con la latitudine, l'altitudine e l'andamento del meteo.

Meno parassiti in terrazza e in giardino

  • Togli l'acqua ferma. Svuota ogni settimana sottovasi, annaffiatoi, secchi e giochi. Copri i bidoni con una rete fitta.
  • Tombini e grondaie. Tienili puliti; per i tombini esistono prodotti larvicidi specifici, da usare secondo l'etichetta e le indicazioni del Comune.
  • Erba corta. Dove si gioca e si mangia, taglia l'erba e rimuovi foglie e ramaglie: è lì che stanno le zecche.
  • Aria in movimento. Le zanzare volano male: un ventilatore puntato su gambe e caviglie aiuta più di molte candele.
  • Zanzariere. A maglia fitta per finestre e letto: sono la protezione migliore di notte, anche per i bambini piccoli.
  • Abiti. Chiari, lunghi e leggeri al tramonto e nei boschi.

Dopo la puntura

  • Non grattare. Lava con acqua e sapone e applica impacchi freddi.
  • In farmacia trovi prodotti lenitivi: chiedi quale è adatto a te o al bambino.
  • Morso di tafano: pulisci la ferita e tienila d'occhio; se diventa calda, rossa e dolorosa, fatti vedere.
  • Chiama il 112 in caso di difficoltà a respirare, gonfiore di labbra, lingua o gola, orticaria diffusa o svenimento dopo una puntura.
Usare i biocidi con cautela. Prima dell'uso leggere sempre l'etichetta e le informazioni sul prodotto. Non utilizzare nei bambini sotto i 12 anni. Evitare in gravidanza e allattamento.

Fonti

  • Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro: zanzare, West Nile, zecche
  • Ministero della Salute: malattie trasmesse da vettori
  • ECDC: schede su Aedes albopictus e flebotomi

Le informazioni sono di carattere generale e possono non essere aggiornate all'ultima stagione.

Chi viene punto di più

I parassiti scelgono. Chi emette più anidride carbonica (persone alte, chi ha appena fatto sport, le donne in gravidanza) è rilevabile da più lontano. L'odore della pelle dipende dai batteri che la abitano ed è diverso per ognuno: per questo in ogni famiglia c'è qualcuno che viene punto sempre. Il sudore, i colori scuri e l'alcol sembrano aumentare l'attrazione.

Sei miti sui parassiti

  • «Le zanzare vanno verso la luce.» Le falene sì; la zanzara che cerca sangue segue respiro e odore.
  • «Ho il sangue dolce.» Il sangue non c'entra: conta l'odore della pelle.
  • «Le zecche cadono dagli alberi.» Stanno nell'erba, ad altezza di gamba.
  • «La zecca va addormentata con l'olio.» No: va tolta subito, a secco, con la pinzetta.
  • «Un repellente uccide i parassiti.» Li allontana soltanto.
  • «Una spruzzata e sono a posto fino a domani.» Le durate sono limitate e sudore e acqua le accorciano.